37 - Edin izarjaden starobălgarski katechizis:“Prologăt” na “Pamęnt i žitie blaženago otăcę našego i učitelę Mefodija, archiepiskopa morav’ska” [Un perfetto catechismo paleobulgaro: il Prologo a Memoria e vita del beato padre nostro e maestro Metodio, arcivescovo di Moravia] in AA.VV., Problemi na Kirilo-Metodievoto delo i na bălgarskata kultura prez IX-X vek. Atti del Congresso Internazionale, Sofia 28 Settembre – 2 Ottobre 2005, Kirilo-Metodievski Studii, t. 17, Cyrillo-Methodian Research Centre, Accademia delle Scienze di Bulgaria, Sofia 2007, pp. 408-424
La Vita Methodij, quantunque studiatissima da diverse generazioni di slavisti, a indagarla con metodologie rispettose del pensiero dell’agiografo, riserva ancora l’emozione di importanti scoperte, fra le quali addirittura una struttura diversa da quella comunemente e acriticamente da sempre da tutti condivisa.
Il Prologo, che si scopre di dimensioni più ampie dalle conclamate, ora, ricuperata la sua parte finale,
si propone, sia sotto il profilo logico che esegetico, davvero conchiuso. Il Biosvero e proprio, per contro, si affranca da un incipit incongruo e sconclusionato.
A confermare che tale era l’intento primitivo dell’estensore provvedono le simmetriche chiuse del Prologo e del Bios. Incentrate entrambe sulla medesima estrapolazione da 1 Cor 9,22, che nei due contesti, pur espletando funzioni differenti, risultano interdipendenti e sul piano esegetico vicendevolmente complementari.
Quella del Prologo eleva il Maestro degli Slavi, che ha emulato l’agire di San Paolo, alla dignità apostolica. Quella del Bios segna l’apoteosi di Metodio, affermando la piena soddisfazione del Cielo e la gratitudine della terra per il suo magistrale adempimento della missione affidatagli dall’alto a favore degli Slavi.
L’insolitamente ampio Prologo – un quarto abbondante dell’intero componimento, a saper leggere, con le sue oltre quaranta fra citazioni e riferimenti scritturali, selezionati con acribia e concatenati in un personale continuum di altissimaa dottrina, mai astruso, però, alla ricezione e teologicamente
ineccepibile, accoglie quanto abbisognava alla neofita comunità per instaurare un rapporto duraturo con l’Altissimo. E segnato dall’amore e dalla devota gratitudine per la salvezza elargita.
L’insolita allogazione del catechismo, il preporlo a mo’ di Prologo al Bios di Metodio, primo vescovo degli Slavi, è una felicissima, oltre che ingegnosa, scelta dell’estensore. La breve Vita di Metodio, testo di assoluta auctoritas, come ci conferma la chiusa e compatta tradizione manoscritta, era il luogo ideale per porre questo prezioso strumento di educazione spirituale al riparo dalle svagatezze e dagli arbìtri degli amanuensi. Qualsiasi altra collocazione rischiava di compromettere la sopravvivenza stessa della sua lezione primitiva.