Nel 1240 le devastanti incursioni predatorie dell’orda tatara cancellavano il primo stato russo, la Rus’ kieviana, riducendo a misere vestigia Kiev, la sua splendida capitale. Nello stesso anno sulla foce della Nevà, dalla quale

avrebbe preso il nome di Nevskij, l’appena"Titolo e incipit della vita di" ventenne principe Aleksandr II Jaroslavič, a capo di forze esigue e con perdite irrisorie, disperdeva le truppe degli aggressori Svedesi assicurando alla storia russa il suo primo grande eroe. Nel 1242, invece, sulla superficie ghiacciata del lago Pejpus il giovane condottiero confermava l’eccellenza delle sue doti strategiche. Infliggeva, infatti, ai Cavalieri dell’Ordine Teutonico la sconfitta più disastrosa della loro storia, fissando i confini destinati a rimanere pressoché immutati fino al XX s. Investito giovanissimo dalle faticose responsabilità di sovrano, indifferente alle blandizie del Soglio di Pietro, egli si oppose con decisione all’egemonismo del papato. Personificazione del governatore ideale (bontà, fedeltà, giustizia e abnegazione informano il suo agire) e docile alla Sapienza, raggiunse la suprema vetta dell’onore e della gloria rappresentando Dio stesso nel governo del suo popolo che in tutti i secoli a venire gli avrebbe tributato devozione perenne.

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